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Eventi e cultura
"Sbarre": il dramma dell’ingiusta detenzione in un racconto di verità e redenzione
A Ruvo di Puglia, Alessandro Messina presenta il suo libro per riflettere sulla giustizia riparativa e le falle del sistema giudiziario
Ruvo - venerdì 28 febbraio 2025
Un'aula gremita di volti attenti e menti desiderose di comprendere il senso profondo della giustizia. Così si è presentata la libreria L'Agorà – Bottega delle Nuvole di Ruvo di Puglia lo scorso 25 febbraio, quando Alessandro Messina, ex magistrato antimafia, ha presentato il suo ultimo libro, Sbarre. Un'opera intensa e dolorosa, capace di squarciare il velo su una delle più gravi distorsioni del sistema giudiziario italiano: l'ingiusta detenzione.
Il libro ripercorre la drammatica vicenda di Alfio Penda, condannato erroneamente per l'omicidio dell'amico d'infanzia Gero Gattisi. Un calvario lungo venticinque anni, segnato da depistaggi, false testimonianze e silenzi omertosi che lo hanno condotto dietro le sbarre senza possibilità di difendersi. Solo l'emergere di un nuovo testimone, dopo decenni di dolore e isolamento, riaccende la speranza di riscatto e giustizia.
L'evento si è inserito all'interno di un più ampio percorso di sensibilizzazione sulla giustizia riparativa, promosso dall'Assessorato al Benessere e Giustizia Sociale del Comune di Ruvo di Puglia, in collaborazione con la cooperativa C.R.I.S.I. e la Caritas diocesana di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. Un progetto che punta a promuovere un modello di giustizia più umano e consapevole, capace di rispondere alle ferite inflitte dal crimine non solo con la punizione, ma anche con la responsabilizzazione e la riparazione del danno.
Ad aprire la serata è stato l'Assessore Nico Curci, il quale ha sottolineato l'urgenza di un cambiamento culturale che restituisca centralità alla dignità delle persone coinvolte nei procedimenti giudiziari. Edgardo Bisceglia, Vice Direttore della Caritas diocesana, e Ilaria De Vanna, Vice Presidente della cooperativa C.R.I.S.I., hanno poi approfondito le implicazioni della giustizia riparativa, sottolineandone il valore educativo e sociale.
Particolarmente toccante è stato il contributo dei ragazzi della Comunità Emmanuel di Triggiano, che hanno portato testimonianze dirette sulla realtà carceraria e sulle difficoltà del reinserimento sociale.
Nel corso della presentazione, Messina ha posto l'accento sulla necessità di riformare il sistema penitenziario italiano, affinché la pena non sia esclusivamente afflittiva, ma anche riabilitativa. Sbarre è un racconto di denuncia e un grido d'allarme contro le falle di un meccanismo giudiziario che, troppo spesso, dimentica l'essere umano dietro il reato.
L'incontro ha evidenziato come la giustizia riparativa possa offrire non solo una prospettiva di redenzione ai condannati, ma anche un cammino di guarigione alle vittime. La giustizia, in fondo, non dovrebbe limitarsi a punire: dovrebbe comprendere, riparare e, quando possibile, restituire speranza.
Il libro ripercorre la drammatica vicenda di Alfio Penda, condannato erroneamente per l'omicidio dell'amico d'infanzia Gero Gattisi. Un calvario lungo venticinque anni, segnato da depistaggi, false testimonianze e silenzi omertosi che lo hanno condotto dietro le sbarre senza possibilità di difendersi. Solo l'emergere di un nuovo testimone, dopo decenni di dolore e isolamento, riaccende la speranza di riscatto e giustizia.
L'evento si è inserito all'interno di un più ampio percorso di sensibilizzazione sulla giustizia riparativa, promosso dall'Assessorato al Benessere e Giustizia Sociale del Comune di Ruvo di Puglia, in collaborazione con la cooperativa C.R.I.S.I. e la Caritas diocesana di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. Un progetto che punta a promuovere un modello di giustizia più umano e consapevole, capace di rispondere alle ferite inflitte dal crimine non solo con la punizione, ma anche con la responsabilizzazione e la riparazione del danno.
Ad aprire la serata è stato l'Assessore Nico Curci, il quale ha sottolineato l'urgenza di un cambiamento culturale che restituisca centralità alla dignità delle persone coinvolte nei procedimenti giudiziari. Edgardo Bisceglia, Vice Direttore della Caritas diocesana, e Ilaria De Vanna, Vice Presidente della cooperativa C.R.I.S.I., hanno poi approfondito le implicazioni della giustizia riparativa, sottolineandone il valore educativo e sociale.
Particolarmente toccante è stato il contributo dei ragazzi della Comunità Emmanuel di Triggiano, che hanno portato testimonianze dirette sulla realtà carceraria e sulle difficoltà del reinserimento sociale.
Nel corso della presentazione, Messina ha posto l'accento sulla necessità di riformare il sistema penitenziario italiano, affinché la pena non sia esclusivamente afflittiva, ma anche riabilitativa. Sbarre è un racconto di denuncia e un grido d'allarme contro le falle di un meccanismo giudiziario che, troppo spesso, dimentica l'essere umano dietro il reato.
L'incontro ha evidenziato come la giustizia riparativa possa offrire non solo una prospettiva di redenzione ai condannati, ma anche un cammino di guarigione alle vittime. La giustizia, in fondo, non dovrebbe limitarsi a punire: dovrebbe comprendere, riparare e, quando possibile, restituire speranza.